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Open Coesione: una data card su beni confiscati, politiche di coesione e PNRR

In occasione della “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie”, Open Coesione pubblica una data card su beni confiscati, politiche di coesione e PNRR.

Data:
23 Marzo 2022

Open Coesione: una data card su beni confiscati, politiche di coesione e PNRR

In occasione della “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie”, Open Coesione pubblica una data card su beni confiscati, politiche di coesione e PNRR. 

Il 21 marzo 2022 si celebra la “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie”, istituita con legge l’8 marzo 2017 dopo che per oltre vent’anni l’associazione Libera aveva promosso una manifestazione civica nella stessa data, il primo giorno di Primavera.

I beni confiscati e il PNRR

Quest’anno la ricorrenza viene celebrata mentre è aperto (fino al 22 aprile) l’Avviso pubblico per la selezione di progetti di valorizzazione di beni confiscati, finanziato dall’Unione europea a valere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, nell’ambito dell’iniziativa Next Generation EU.

Le risorse oggetto dell’Avviso ammontano complessivamente a 250 milioni di euro. Una comparazione tra dati evidenzia l’importanza di questo intervento: al 31 dicembre 2021, il finanziamento pubblico totale per i 567 progetti monitorati da OpenCoesione nel focus dedicato ai beni confiscati è pari a 299,26 milioni di euro, relativi ad interventi realizzati o in corso di realizzati nei cicli di programmazione 2007-2013 e 2014-2020 delle politiche di coesione. L’ammontare complessivo dei nuovi finanziamenti, per progetti da aggiudicare entro il giugno 2024 e da realizzare entro il successivo biennio, è pari così al 90% di quelle finora impiegate in progetti di valorizzazione dei beni confiscati.

I beni confiscati e le politiche di coesione

La politica di coesione ha rappresentato, fin dal ciclo di programmazione 2007-2013, uno degli strumenti di valorizzazione dei beni confiscati. La prima pillola che OpenCoesione ha dedicato al tema, che faceva riferimento ai dati al 31 dicembre 2014, evidenziava 190 interventi per un finanziamento complessivo di 151,5 milioni di euro (tra interventi hard, che prevedono la ristrutturazione e riqualificazione di immobili confiscati ai fini del loro riutilizzo civile, e soft, a supporto alla capacità istituzionale nella gestione dei beni confiscati, di educazione alla legalità e di inclusione sociale). Come già scritto, il numero dei progetti monitorati al 31 dicembre 2021 è invece pari a 597.

L’incremento significativo è legato all’ingresso dei dati relativi al ciclo di programmazione successivo, che in particolare nel triennio 2017-2019 ha visto entrare in monitoraggio ben 252 progetti. Con la Legge di Bilancio 2017 (art. 1, comma 611), nel frattempo, era nata la “Strategia nazionale per la valorizzazione dei beni confiscati attraverso le politiche di coesione”, strumento di coordinamento, indirizzo e supporto per le Amministrazioni statali, gli enti locali e tutti quei soggetti che intervengono a diverso titolo nella gestione dei beni confiscati.

Tra gli strumenti per l’attuazione della Strategia nazionale c’è il PIANO FSC BENI CONFISCATI ESEMPLARI nel Mezzogiorno, finanziato per 25 milioni di euro con due successive delibere del CIPESS (la Delibera n. 48/2019 e la Delibera n. 61/2020). Attualmente risultano monitorati 3 progetti, relativi al bene “La Balzana”, che prevedono la realizzazione di un Parco agroalimentare dei prodotti tipici della Regione Campania, nel Comune di Santa Maria la Fossa (CE). Sono descritti nel paragrafo 5 della Data Card che OpenCoesione ha dedicato ai beni confiscati nel marzo del 2021. Attualmente è in corso la progettazione definitiva dei 3 lotti, azione propedeutica alla predisposizione delle gare per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori, che dovrebbero partire entro la fine del 2022. Nel marzo di quest’anno, intanto, sono state avviate le procedure autorizzative per gli interventi sul secondo “bene confiscato esemplare”. Si tratta di palazzo Fienga, un immobile di 12 mila metri quadrati a Torre Annunziata (NA), confiscato al clan Gionta, responsabile nel 1985 dell’omicidio del giornalista campano Giancarlo Siani. Diventerà un comando interforze.

Il sostegno delle politiche di coesione alla valorizzazione dei beni confiscati proseguirà anche nel prossimo ciclo di programmazione 2021-2027. Nel testo dell’Accordo di partenariato inviato a Bruxelles dal governo italiano si legge infatti che “il FESR e il FSE Plus intervengono anche per favorire l’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata”. Inoltre “sempre nel contesto di una strategia territoriale, nei territori a maggiore concentrazione di beni confiscati alla criminalità, possono definirsi percorsi di rilancio sociale e/o produttivo a partire dalla valorizzazione di immobili significativi per potenzialità economiche e simbolicità”.

Per approfondimenti sui progetti: Data card Beni confiscati_Open Coesione

Fonte: Open Coesione

 

Ultimo aggiornamento

31 Marzo 2022, 10:19