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Istituzioni e ripresa post-Covid: l’Interno garante del cambiamento nella legalità

Il messaggio del ministro Lamorgese nel suo intervento al convegno “Autorità pubbliche e libertà del cittadino”.

Data:
26 Ottobre 2021

Istituzioni e ripresa post-Covid: l’Interno garante del cambiamento nella legalità
Il messaggio del ministro Lamorgese nel suo intervento al convegno “Autorità pubbliche e libertà del cittadino”. 

«Non abbasseremo mai la guardia, e cercheremo di garantire e sostenere il Paese nel cambiamento». È il messaggio chiave trasmesso dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese questo pomeriggio al convegno “Autorità pubbliche e libertà del cittadino”, organizzato presso l’Università di Padova, nella sala dei Giganti, dall’associazione PadovaLegge con il patrocinio del comune e dell’ateneo, da dove è stato trasmesso in diretta streaming.

Riferendosi al cambiamento richiesto per la ripresa dalla crisi globale causata dalla pandemia Covid-19, e alle notevoli risorse messe in campo dall’Unione europea nell’ambito del Next Generation EU e del collegato Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) italiano, il ministro ha parlato di una «sfida che tutti insieme siamo chiamati ad affrontare, attraverso una cultura del fare squadra», per «trasformare l’emergenza in un’occasione straordinaria» di rilancio economico e sociale alla base del quale c’è l’amministrazione pubblica.

Nella piena e corretta attuazione del Pnrr è la la chiave di uno sviluppo sostenibile e inclusivo, anche attraverso la digitalizzazione, ha indicato il ministro, secondo le direttrici dello stesso Piano.

In questo senso vanno, per citare alcune delle linee d’azione del ministero dell’Interno nel quadro del Pnrr, i 12 miliardi circa da assegnare agli enti locali per progetti di valorizzazione del territorio e rigenerazione urbana, «con circa 60.000 progetti attuativi stimati che coinvolgeranno la quasi totalità dei comuni, e la necessità di supportarli per il loro corretto impiego, e, sul fronte antimafia, i 300 milioni destinati a rifunzionalizzare beni confiscati già assegnati ai comuni dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) ma non utilizzati per problemi di gestione.

Sempre sul fronte della prevenzione di infiltrazioni mafiose nell’economia provata dalla crisi, la titolare del Viminale ha ricordato la creazione ad aprile 2020 dell'”Organismo permanente di monitoraggio e analisi sul rischio di infiltrazioni nell’economia da parte della criminalità organizzata di stampo mafioso”, «un’idea condivisa in ambito Europol», per mettere a fattor comune le informazioni strategiche sull’evoluzione degli scenari criminali, e il lavoro delle prefetture sui territori, con le interdittive antimafia adottate dai prefetti nei confronti di imprese infiltrate (1.535 dal 1° gennaio al 30 settembre 2021, 2.130 nel 2020, 1.541 nel 2019).

Prefetture che a loro volta «hanno fatto la loro parte» anche dialogando con le associazioni di categoria e in generale la società civile, nell’ambito dei tavoli attivati nella fase acuta della pandemia per trovare soluzioni ai problemi.

In questo scenario l’amministrazione dell’Interno può giocare un ruolo cruciale facendo leva sul modello di rete, con le prefetture e gli altri uffici territoriali, nella convinzione, espressa dal ministro concludendo, che «tutti noi che abbiamo responsabilità pubbliche dobbiamo agire con maggior comunanza di intenti e strategie per il rilancio del Paese».

Al convegno sono intervenuti anche, tra gli altri, il ministro della Giustizia Marta Cartabia e il presidente della regione Veneto Luca Zaia, il presidente emerito del Consiglio di Stato Alessandro Pajno e il giudice della Corte costituzionale Luca Antonini. L’evento è stato concluso dal presidente di PadovaLegge Fabio Pinelli.

Fonte: Ministero dell’Interno

Ultimo aggiornamento

26 Ottobre 2021, 09:22

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